Un Messina con la "testa altrove" sconfitto anche dall'Adrano: 0-2. 


Il Messina esce sconfitto dal San Filippo contro L`Adrano per 0-2. Scarse motivazioni, poca incisività in attacco ed assenza di tifosi organizzati sono stati i leit-motiv della gara odierna.
Com`era prevedibile, oggi, i calciatori del Messina sono scesi in campo con la testa altrove. I fatti extra calcistici che hanno travolto la società, inevitabilmente, hanno influito negativamente sulle prestazioni dei calciatori, che non hanno più certezze future e da qualche giorno stanno cercando di guardarsi intorno per trovare un`altra società dove potersi accasare. Ci si aspetava il ritorno dei tifosi organizzati, ma non c`era neanche l`ombra di una sciarpetta giallorossa.
Il primo tempo risulta essere abbastanza equilibrato e le due formazioni si affrontano spesso a centrocampo. L`Adrano sapeva benissimo delle vicissitudini giudiziarie che hanno colpito il Messina, in settimana, ed ha cercato di approfittarne al 5` con un`azione di Costa che pesca bene in area Truglio, ma il calciatore dell`Adrano si fa ipnotizzare da Coscia e gli spara il pallone addosso. Al 21` è ancora Costa a rendersi pericoloso con un`azione penetrante dalla sinistra. Ancora una volta Coscia, in tuffo, strappa letteralmente il pallone dai piedi del giocatore ospite.
L`unica azione d`attacco del Messina avviene al 34` quando Niscemi tenta di servire in area Ancione, ma il passaggio risulta essere troppo profondo ed il pallone termina oltre la linea.
Inizia il secondo tempo. l`Adrano si rende conto di poter osare di più ed avanza il proprio baricentro in avanti. Viene premiato all`8` quando riesce a conquistarse un calcio di punizione dai 25 metri realizzato da Fascetto. Nell`occasione la barriera si è aperta ed il calciatore dell`Adrano ha trovato lo spazio giusto per trafiggere Coscia: 0-1.
Il Messina subisce il colpo e l`Adrano ne approfitta per raddoppiare e mettere in ghiaccio la partita. Ci riesce dopo soli 3 minuti dalla rete del vantaggio. L`azione comincia da una banale rimessa laterale all`altezza del cenrocampo. I giallorossi sono rimasti, praticamente, fermi ed hanno consentito agli avversari di effettuare un fraseggio fino al limite dell`area. Zona, dalla quale, Madonia ha scagliato un bel tiro di esterno destro a girare che ha trafitto Coscia: 0-2.
A questo punto la partita è praticamente terminata e Niscemi ha il tempo di rendersi protagonista, in negativo, riuscendo a farsi ammonire, per futili motivi, per ben 2 volte in un minuto costringendo l`arbitro ad espellerlo. Una caduta di stile che il fantasista giallorosso poteva tranquillamente evitarsi.
La partita si trascina stancamente fino alla fine ed il risultato non cambia. l`Adrano esulta, il Messina esce dal campo a testa bassa pensando ad un futuro che si prevede nefasto.

Fonte: www.infomessina.it

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Serie D Girone I: 15° Giornata - Risultati e Classifica. 


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F.C. Messina dichiarato fallito. Il futuro? In terza categoria! 


E’ una sentenza dagli effetti dirompenti quella pronunciata nella mattinata di ieri dal giudice fallimentare Cosimo D’Arrigo su richiesta della Procura della Repubblica di Messina.
La “dichiarazione di fallimento” della società F.C. Messina, rende di fatto vano l’estremo tentativo della cordata capeggiata dall’imprenditore messinese Niki Patti di rilevare il ramo sportivo dell’azienda per dare continuità al progetto calcio nella nostra città.
Se la sentenza dovesse venire confermata in appello, nelle more di un presumibile ricorso in Cassazione, una eventuale nuova società, interessata ad acquisire il titolo sportivo (di serie D) della fallita F.C. Messina, dovrebbe rilevare l’azienda nella sua globalità (quindi non soltanto la parte sportiva) e accollarsi l’intera massa debitoria pregressa.
Una autentica utopia in una città come la nostra in cui, non dimentichiamolo, non è stato possibile reperire, in estate, i settecentomila euro necessari per aderire al “lodo Petrucci” e ripartire dalla Seconda Divisione.
Ma cosa succederà adesso? La prima conseguenza della sentenza di ieri è stata la nomina, da parte del Tribunale fallimentare di un “curatore”, individuato nella persona dell'avv. Domenico Cataldo, che si incaricherà di inventariare i beni della società e provvedere alla loro liquidazione.
E’ opportuno precisare che, il ricorso in appello annunciato nel pomeriggio di ieri dai Franza, non sospende comunque gli effetti della dichiarazione di fallimento che rimane esecutiva salvo apposita richiesta in tal senso da parte dei diretti interessati e conseguente accoglimento da parte del Tribunale.
Ben più pesanti, invece, le ripercussioni dal punto di vista sportivo. Stando così le cose, ammesso che i Franza non riescano a spuntarla in appello, alla società F.C. Messina verrà revocata, a fine stagione, l’affiliazione alla F.I.G.C. con conseguente perdita della categoria e del titolo sportivo. L’art. 16 comma 6 delle N.O.I.F., in tal senso, è categorico. Le stesse Norme Organizzative Interne della Federazione, contemplano, come ultima àncora di salvezza (art. 52 comma 3) la possibilità, da parte di una nuova società, di rilevare il titolo sportivo della società fallita a patto però di acquisirla per intero e provvedere al pagamento di tutti i debiti della vecchia gestione.
Si tratterebbe, in sostanza, di compiere un’operazione simile a quella che la scorsa estate ha consentito al Lanciano di “salvare” il posto in Prima divisione. Ma come già detto in precedenza, alle nostre latitudini questa ipotesi non appare affatto percorribile, anche in considerazione dell’entità della massa debitoria presente nei bilanci della società.
Non rimane che sperare, in ultima analisi, che i Franza vincano il ricorso in appello e diano seguito alla delibera di ricapitalizzazione del CdA, atto propedeutico alla cessione del ramo sportivo dell’azienda e alla definitiva uscita dal calcio di un gruppo dimostratosi, nei fatti e nel tempo, incapace di gestire una società di calcio.
Nel caso in cui, invece, il ricorso venisse rigettato non resterebbe che ripartire dal campionato di terza categoria. Con buona pace di tutti.

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