

Fanno davvero sensazione le dichiarazioni di queste ultime ore del “neo” sindaco Buzzanca in merito alla vicenda del F.C. Messina.
Non sorprende tanto lo scarso interesse manifestato dai potenziali acquirenti, quanto la dichiarazione, fatta dallo stesso Buzzanca, di non facile percorribilità del “Lodo Petrucci” da parte di una nuova società calcistica che porti il nome della città.
Normativa e conti alla mano vediamo di chiarire il meccanismo di applicazione del "Lodo" ma soprattuto di comprendere il perché di tanto pessimismo da parte del primo cittadino.
Il “Lodo Petrucci” prende il nome dall’attuale presidente del CONI che l’ha proposto e consiste in una particolare procedura burocratico-amministrativa cui poter ricorrere in caso di fallimento di una Società professionistica di calcio.
Inizialmente, la norma prevedeva che il titolo sportivo delle società non iscritte per motivi economici e finanziari alla serie A, B o C1 potesse essere rilevato da una nuova società della stessa città che poteva chiedere l’iscrizione al campionato immediatamente inferiore. Chi, invece, "chiudeva" in C2, scendeva di due categorie, ripartendo dall'Eccellenza anziché dalla serie D.
La società fallita doveva comunque possedere dei "meriti sportivi", per poter consentire l'apertura del Lodo, ovvero una permanenza consecutiva di cinque anni nelle serie professionistiche o almeno quindici anni anche non consecutivi nel corso della sua storia.
Nel corso del Consiglio Federale del 5 maggio 2008 si è deciso, però, un inasprimento del lodo e dei requisiti di accesso. La procedura è stata ristretta alle sole società appartenenti alla Lega Calcio, con l'esclusione, dunque, di quelle di Serie C. Inoltre è stato stabilito che le società beneficiarie siano reinserite nell'organico federale attraverso la Lega Professionisti Serie C, cui verranno iscritti i rinnovati sodalizi: in Serie C1 quelli ereditanti un titolo sportivo di Serie A, e in Serie C2 quelle giungenti dalla Serie B. Il risultato della modifica è che le società afferenti al lodo retrocederanno nei fatti di due categorie, e non più di una sola come in passato.
L’Art. 52 del N.O.I.F. prevede che la decisione in merito all’attribuzione del titolo spetta alla F.I.G.C., sentito il sindaco della città interessata, previa verifica delle “garanzie di solidità finanziaria e continuità aziendale" offerte dalla nuova società.
Al capitale della nuova società non possono comunque partecipare i vecchi dirigenti o i soci che abbiano avuto quote superiori al 2%. In caso di violazione di questa regola la nuova società rischia di non vedersi accettare la richiesta di iscrizione oppure, se scoperta dopo, di subire una penalizzazione di almeno due punti in classifica.
L’iter di applicazione del lodo prevede la presentazione della domanda entro due giorni dal provvedimento di esclusione dai quadri federali; dopo altri cinque giorni la documentazione corredata da tutte le garanzie dovrà essere completa.
Ma vediamo, nel dettaglio, tutti i passi necessari. La società che aspira all’assegnazione del titolo, deve depositare presso la F.I.G.C. una dichiarazione, con cui manifesta il proprio interesse in tal senso con allegata una fideiussione bancaria di 100.000 euro a garanzia della serietà dell’offerta che dovrà essere successivamente presentata.
In seguito, la società interessata dovrà depositare in F.I.G.C.:
- l’offerta vincolante, con allegata una ulteriore fideiussione bancaria, a titolo di contributo straordinario al Fondo di Garanzia per Calciatori e Allenatori di calcio con il quale coprire i debiti verso questi ultimi lasciati dalla vecchia società;
- la domanda di affiliazione alla F.I.G.C. con tassa e relativi allegati;
- la documentazione attestante la sussistenza dei requisiti economici, patrimoniali e finanziari richiesti per la partecipazione al campionato professionistico di competenza.
Calcoli alla mano, per garantire alla nuova eventuale società la partecipazione al prossimo campionato di serie C2, oltre ai 100.000 euro di fideiussione “a garanzia della serietà dell'offerta”, ne occorre un’altra da 207.000 euro per la partecipazione al campionato di C2 cui vanno sommati i 18.000 di tassa di iscrizione e il versamento al “fondo di garanzia” che, data l’attuale situazione economico finanziaria in cui versa la vecchia società, assume le dimensioni di una somma a sei zeri.
Comunque sia, al di là degli evidenti motivi che inducono il primo cittadino alla prudenza auspichiamo impegni ma soprattutto risposte concrete.
E’ davvero improponibile che una piazza come Messina possa tristemente rimanere senza calcio…
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E’ un’affermazione che può sembrare paradossale, ma più passano i giorni più, permanendo questo stato di cose, ritengo auspicabile che la famiglia Franza non perfezioni l’iscrizione del F.C. Messina al prossimo campionato di serie B.
Al di là dal fatto che si tratterebbe di un campionato “a perdere”, che definire di basso profilo sarebbe un autentico eufemismo, e destinato a sicura retrocessione in C1, viene da chiedersi chi mai potrebbe, a quel punto, interessarsi all’acquisto delle quote sociali di un sodalizio pesantemente indebitato e per di più militante in terza serie!
In tale sciagurata eventualità, oltre al danno, la beffa di non poter più usufruire, in caso di fallimento, del “lodo Petrucci”, in quanto l’eventuale campionato “di competenza” non sarebbe più di livello professionistico.
Di ciò ne sono ben consapevoli anche i Franza. Ma allora perché mai provvedere al pagamento delle spettanze arretrate ai calciatori e iscrivere la squadra al campionato? Chissà che questa discutibile e indecifrabile strategia non sia frutto di accordi con il tanto agognato “benefattore” che l’ing. Vincenzo invoca già da qualche settimana!
Solo in questo caso tutto quello che si sta cercando di fare in queste ore avrebbe veramente un senso…
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Adesso è ufficiale. Nello Di Costanzo non è più il tecnico del Messina. La società ha diramato un breve comunicato (N°76), tramite il quale, fa sapere che è stato risolto in maniera consensuale il contratto tra Nello Di Costanzo ed il Messina Calcio. La società ha ringraziato il tecnico per l’impegno profuso, la professionalità e le qualità morali dimostrate nel periodo di collaborazione intercorso ed allo stesso tempo gli augura i migliori successi personali per il prosieguo della sua attività.
Da oggi, quindi, il tecnico campano potrà firmare un contratto con altre società e c`è da scommettere che ciò avverrà a breve, considerata la modalità in cui è avvenuta la rescissione contrattuale.
La destinazione più probabile sembra essere l`Ascoli. La società marchigiana era già sulle tracce di Nello Di Costanzo, come più volte da lui stesso ammesso, già dalla scorsa estate. Ultimamente l`Ascoli, considerate le vicende del Messina calcio, era ritornata a fare pressing sul tecnico campano e le probabilità che possa sedere sulla panchina bianconera sono altissime.
Nello Di Costanzo ha esordito lo scorso anno in serie B nella panchina del Messina, proveniva da due esaltanti stagioni con il Venezia (promozione in C1 e play-off) ed ha avuto la possibilità di mettersi in mostra in un campionato che ha rappresentato il trampolino di lancio per tanti giovani tecnici.
Di Costanzo è stato considerato, da molti addetti ai lavori, troppo difensivista. Il suo credo era: primo non prenderle. A Messina, nonostante l`impatto con un campionato a lui sconosciuto, ha svolto un buon lavoro. Ha raggiunto la salvezza con cinque giornate di anticipo e si è contraddistinto sempre per educazione, disponibilità e dedizione al lavoro.
Da parte della redazione di Infomessina.it, un grande in bocca al lupo per un glorioso futuro all`ex tecnico del Messina.
Fonte: www.infomessina.it
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