Un altro campionato di transizione? No, grazie! 


Durante la settimana appena trascorsa, il massimo quotidiano locale, ha pubblicato un’intervista al presidente giallorosso Pietro Franza, che mi ha lasciato alquanto perplesso.
Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal numero uno di via Acireale, il prossimo non potrà che essere un altro campionato di transizione, sempreché non decolli finalmente la lunga e tormentata vicenda legata al polo sportivo multifunzionale.
Pertanto, qualora non dovessero venire allo scoperto i tanto auspicati finanziatori e/o non arrivassero segnali politici importanti, le probabilità di un eventuale ritorno nella massima serie, o quantomeno di poter assistere a un campionato “di vertice” ammonterebbero pressocchè a zero.
Appare altresì manifesta, tra le righe, la volontà di non trattenere i “pochi”, in verità, pezzi pregiati dell’organico giallorosso, in modo particolare, coloro i quali vantano ingaggi ritenuti particolarmente onerosi per le casse sociali. Si va quindi verso l’ennesima “rifondazione” dell’organico, con un sola certezza: la riconferma del tecnico Nello Di Costanzo.
Chi scrive, segue il Messina ed è tifoso del Messina da oltre 30 anni. E c'è un diritto imprescindibile e sacrosanto di ogni tifoso, quello di "sognare". Non si può impedire al tifoso di sognare. Non gli si può togliere, a priori, la speranza, ancorchè illusione, di vedere la propria squadra del cuore lottare per un campionato di vertice e tornare ancora una volta in serie A.
E’ inopportuno, pertanto, rilasciare tali dichiarazioni proprio mentre vanno in onda i “titoli di coda” di un campionato vissuto nell’anonimato e assolutamente privo di emozioni. Non si può parlare così ad una città mortificata e una tifoseria dilaniata da due consecutive e vergognose retrocessioni dalla massima serie.
Più volte ho sostenuto che non esiste, nella nostra città, una credibile alternativa alla famiglia Franza, ma non è giusto che la tifoseria continui a “scontare” le indubbie colpe commesse da chi, nell’esercizio dei suoi poteri decisionali, ha continuato per ben due stagioni a dare credito a un direttore sportivo incompetente e a una sfilza di tecnici “emergenti” assolutamente non all’altezza della situazione.
Mi chiedo, alla luce di tali dichiarazioni, con quale motivazione, il tifoso comune, o peggio ancora, chi ha sottoscritto un abbonamento, possa mai recarsi al botteghino per rinnovarlo per la prossima stagione.
Ognuno tragga le proprie conclusioni, ma c'è il rischio, concreto, che il prossimo campionato ad assistere alle gesta dei giocatori biancoscudati sulle scalee del San Filippo ci sia solo la famiglia Franza.

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